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martedì 13 settembre 2016

Olio di Palma a rischio cancerogeno per Lattanti e Bambini







https://www.efsa.europa.eu/it/press/news/160503a

https://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/4426


I contaminanti a base di glicerolo presenti nell’olio di palma, ma anche in altri oli vegetali, nelle margarine e in alcuni prodotti alimentari trasformati, suscitano potenziali problemi di salute per il consumatore medio di tali alimenti di tutte le fasce d’età giovane e per i forti consumatori di tutte le fasce d’età.
L'EFSA ha valutato i rischi per la salute pubblica derivanti dalle sostanze: glicidil esteri degli acidi grassi (GE), 3-monocloropropandiolo (3-MCPD), e 2-monocloropropandiolo (2-MCPD) e relativi esteri degli acidi grassi. Tali sostanze si formano durante le lavorazioni alimentari, in particolare quando gli oli vegetali vengono raffinati ad alte temperature (circa 200° C).
I più elevati livelli di GE, come pure di 3-MCPD e 2-MCPD (compresi gli esteri) sono stati riscontrati in oli di palma e grassi di palma, seguiti da altri oli e grassi. 





Per i consumatori a partire dai tre anni di età, margarine e 'dolci e torte' sono risultati essere le principali fonti di esposizione a tutte le sostanze.







Glicidil esteri degli acidi grassi: genotossici e cancerogeni

Il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sui contaminanti nella catena alimentare (CONTAM) ha esaminato le informazioni sulla tossicità del glicidolo (composto precursore dei GE) per valutare il rischio dai GE, ipotizzando una conversione completa degli esteri in glicidolo dopo l'ingestione.
La dott.ssa Helle Knutsen, presidente del gruppo CONTAM, ha detto: "Ci sono evidenze sufficienti che il glicidolo sia genotossico e cancerogeno, pertanto il gruppo CONTAM non ha stabilito un livello di sicurezza per i GE".
Nel valutare le sostanze genotossiche e cancerogene che sono presenti accidentalmente nella catena alimentare, l'EFSA calcola un cosiddetto 'margine di esposizione' per i consumatori. In generale, più tale margine è elevato, più si riduce il livello di preoccupazione per i consumatori.
Il gruppo ha concluso che i GE costituiscono un potenziale problema di salute per tutte le fasce d’età più giovani e mediamente esposte, nonché per i consumatori di tutte le età con esposizione elevata.



 "L'esposizione a queste sostanze dei neonati  che consumino esclusivamente alimenti per lattanti costituisce motivo di particolare preoccupazione, in quanto il valore è fino a dieci volte il livello considerato a basso rischio per la salute pubblica", ha detto la dott.ssa Knutsen.


La disamina del gruppo ha messo in luce che i livelli di GE negli oli e grassi di palma si sono dimezzati tra il 2010 e il 2015, grazie a misure adottate volontariamente dai produttori. Ciò ha determinato una diminuzione importante dell’esposizione dei consumatori a dette sostanze.

Esposizione a 3-MCPD superiore al livello di sicurezza; dati insufficienti su 2-MCPD

"Abbiamo stabilito una dose giornaliera tollerabile (DGT) di 0,8 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno (µg/kg di peso corporeo/giorno) per 3-MCPD e i relativi esteri degli acidi grassi sulla base delle prove che collegano questa sostanza a un danno d'organo nei test sugli animali, "ha spiegato la dott.ssa Knutsen, che ha poi aggiunto che "le informazioni tossicologiche sono tuttavia troppo limitate per stabilire un livello sicuro per 2-MCPD".

La stima delle esposizioni medie ed elevate al 3-MCPD di entrambe le forme per le fasce di età più giovani, adolescenti compresi (fino ai 18 anni di età), supera la DGT e costituisce un potenziale rischio per la salute.
L'olio di palma contribuisce in maniera rilevante all’esposizione a 3-MCPD e 2-MCPD nella maggior parte dei soggetti. 

I livelli di 3-MCPD e dei suoi esteri degli acidi grassi negli oli vegetali sono rimasti sostanzialmente invariati negli ultimi cinque anni.

Quali sono i prossimi passi?

Questa valutazione del rischio fornirà informazioni utili ai gestori del rischio della Commissione europea e degli Stati membri, i quali regolamentano la sicurezza alimentare nell'UE. Essi utilizzeranno la consulenza scientifica dell'EFSA per riflettere su come gestire i potenziali rischi per i consumatori legati all'esposizione a tali sostanze negli alimenti. Il gruppo scientifico ha inoltre espresso una serie di raccomandazioni affinché si conducano ulteriori ricerche per colmare le lacune nei dati e migliorare le conoscenze sulla tossicità di queste sostanze, in particolare di 2-MCPD, e sull’esposizione dei consumatori ad essi tramite l’alimentazione.





Latte in polvere per neonati senza olio di palma. La lista completa dei prodotti venduti sia al supermercato sia in farmacia ( Data Settembre 2016 ) 






Via l’olio di palma dal latte in polvere: Steril Farma annuncia la sostituzione da tutti i tipi di latte formulato

http://www.ilfattoalimentare.it/latte-in-polvere-olio-di-palma-steril-farma.html










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giovedì 13 settembre 2012

Alimentazione materna in allattamento

 
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In base alle recenti scoperte scientifiche, si va affermando il concetto secondo il quale abitudini alimentari in periodi precoci della vita, svolgono un ruolo decisivo nello sviluppo di malattie croniche in età adulta.
L’assunzione di determinati nutrienti in “periodi critici” dello sviluppo, programmerebbe l’organismo ad una serie di risposte a lunga distanza e ad una costituzione biologica capaci di fronteggiare lo sviluppo di patologie croniche dell’età adulta come l’Aterosclerosi, l’Obesità, l’Ipertensione, Il Diabete, ecc.
In parole povere la dieta del piccolo condizionerà il destino biologico dell’adulto. Si è visto che il bambino allattato al seno ha una marcia in più rispetto al bambino allattato con latte in formula o, peggio, con latte vaccino. Il primo passo per una corretta alimentazione e per la prevenzione di molte malattie si realizza attraverso l’alimento più antico e naturale nella storia dell’uomo: il latte materno.
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Il latte, più che un alimento, è considerato oggi un sistema biologico, per la presenza non solo di principi nutritivi ma soprattutto per gli elementi non nutritivi come ad esempio gli anticorpi. Il latte materno non solo garantisce al neonato una alimentazione adeguata alle sue specifiche esigenze di crescita e sviluppo armonico, ma favorisce e consolida il magico rapporto tra madre e bambino. Affinché l’allattamento possa produrre gli effetti desiderati è bene che la madre non assuma particolari alimenti e ne riduca il consumo di altri. Alcuni cibi sono da evitare solo perché con il loro sapore altererebbero il gusto del latte, allontanando il bambino dal seno. Altri più subdoli, introdurrebbero per la loro azione nociva alterazioni del metabolismo del bambino, altri ancora appartengono alla vasta famiglia di alimenti liberatori di sostanze il cui consumo potrebbe scatenare un’allergia nel bambino od un quadro clinico similallergico.
PRECAUZIONI PER LA MAMMA ALLERGICA.
Particolari limitazioni alimentari ed una seria profilassi saranno adottati per la mamma atopica affinché non si predisponga il piccolo allattato al seno a sviluppare malattie allergiche. Spesso è chiesto al Pediatra se l’alimentazione della donna durante l’allattamento sia importante ai fini di prevenire lo sviluppo delle malattie allergiche nel bambino. Va ricordato che se la mamma od il papà soffrono di una malattia allergica il rischio di sviluppare allergie nel bambino è di circa il 37%. Il rischio sale al 62% se entrambi i genitori sono atopici. In una mamma allergica l’esclusivo allattamento al seno, riduce significativamente il rischio di sviluppare allergia nel piccolo durante il suo primo anno di vita.
CONSIGLI ALIMENTARI IN GENERALE
Dopo 2 - 3 settimane dal parto, la madre che allatta fornisce in genere al proprio figlio circa 500-600 gr di latte. In seguito alla produzione di latte, la madre perde giornalmente Calcio e Ferro; è utile pertanto che assuma quotidianamente una certa quota di alimenti contenenti tali sostanze. Il calcio è rappresentato in discreta quantità nel latte e nei suoi derivati; per questo motivo tali alimenti non devono mai mancare nella dieta della mamma che allatta a meno che non espressamente sconsigliati per problemi di allergie al bambino.

Per quanto riguarda il ferro, è invece utile una assunzione giornaliera da parte della mamma. Nella dieta è inoltre consigliato che la quota proteica animale (carne, pesce, uova) sia ben rappresentata insieme a verdure varie frutta fresca, pane, pasta, riso, burro, olio. Si raccomanda, inoltre, di assumere più di 2 litri di liquidi al giorno, evitando le bevande gassate e di non sostare in ambienti in cui ristagna fumo di sigarette.
CIBI SCONSIGLIATI
Aglio e Cipolla crudi, Cavolo, Broccoli, Fagioli, Fave, Asparagi, Peperoni, Mandorle, Cocomeri, Rabarbaro, Rape, Prugne, Pesche, Albicocche, Fragole, Ciliegie, Crostacei, Molluschi, Insaccati, Selvaggina, Pomodori verdi.
Sono da evitare cibi piccanti con aggiunta di spezie, le arachidi e la frutta secca.Il vino, la birra, il caffè, il the sono permessi in quantità moderata mentre il fumo è da abolire.
In dettaglio:
I cavoli oltre a contenere sostanze in grado di influenzare la produzione di ormoni tiroidei, conferiscono al latte un sapore sgradevole. Lo stesso discorso vale per aglio e cipolla consumati crudi e per gli asparagi. Le rape sono ricche di una sostanza che inibisce la produzione di sostanze utili allo sviluppo del tessuto nervoso e della retina del piccolo, inoltre sono responsabili dell’insorgenza di coliche addominali.
Il pomodoro, protagonista insostituibile nella dieta mediterranea, rappresenta il vegetale che più spesso fa insorgere orticaria, in quanto è un alimento liberatore di istamina; per tale motivo è da inserire nel gruppo degli alimenti da assumere in quantità limitata. Tra gli alimenti proibiti troviamo, invece il pomodoro acerbo, preferito nelle nostre insalate, in quanto ricco di una sostanza tossica (che sparisce con la maturazione) in grado di causare dolori addominali nel bambino. La patata, tubero di indiscusso valore nutrizionale, non va consumata inverdita in quanto può causare una intossicazione con vomito, gastroenterite, cefalea, sino ad alterazione della respirazione. Le mandorle amare sono spesso utilizzate dall’industria dolciaria per la produzione di amaretti. Esse contengono un potente veleno assimilabile al curaro, (che è presente anche nei semi di mela, albicocca, susina, pesca ecc.). Si è calcolato che la quantità contenuta in 80 noccioli di albicocche è letale per un adulto.
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La selvaggina sarà esclusa dalla dieta della nutrice per diversi motivi, non da ultimo quello dell’impossibilità di conoscere lo stato di salute e le abitudini alimentari dell’animale. A questo proposito va ricordato che le interiora dei volatili oltre a contenere significative quantità di sostanze scatenanti allergie, in particolari periodi dell’anno diventano pericolosi serbatoi di cicuta: questo vegetale, tristemente famoso nella storia per essere stato somministrato a Socrate condannato a morte, contiene un principio velenoso. La pianta di cicuta cresce nei boschi sotto forma di prezzemolo selvatico e di essa si nutrono allodole e talvolta quaglie nel periodo gennaio-febbraio. Questi uccelli, a differenza del grande filosofo, non sono danneggiati dal veleno (e innocuo per il loro organismo) bensì dai pallini dei cacciatori.
L’uso di nitriti e nitrati negli insaccati è finalizzato alla conservazione degli stessi ed al mantenimento del colore. Un elevato contenuto di nitrati si riscontra anche negli spinaci e nelle bietole. Nell’intestino avviene la trasformazione dei nitrati in nitriti grazie all’azione della flora batterica. Nei primi mesi di vita i nitriti sono in grado di trasformare l’emoglobina in metaemoglobina, causando, cianosi e difficoltà respiratoria dovuta a difficoltà di cedere ossigeno ai tessuti. Del resto nei cibi ricchi di nitriti la presenza di amine prodotte dai batteri può portare alla formazione di nitrosamine, le cui potenzialità cancerogene sono da tempo documentate. Crostacei, molluschi, e mitili sono tra i prodotti ittici più allergizzanti e di difficile digeribilità.
 

ALIMENTI DA ASSUMERE IN QUANTITA’ RIDOTTA

Gli alcolici quali vino e birra possono essere concessi solo se limitati ad un bicchiere al giorno, mentre i superalcolici devono essere proibiti dal momento che una quantità elevata di alcool nel sangue può causare nel lattante sedazione del sistema nervoso, vomito, diarrea ed ipoglicemia, nella madre si inibisce la montata lattea e si riduce la quantità di latte prodotta giornalmente.
Tra gli alimenti consentiti in quantità ridotta, ricordiamo bevande quali caffè, the e cola in quanto contengono caffeina (l’1% della caffeina assunta dalla madre passa nel latte).
Vegetali, frutta, formaggi e pesci indicati di seguito, vanno assunti con la raccomandazione alla moderazione in quanto ricchi di additivi e delle sostante scatenanti allergia.
Spinaci, Bietole, Funghi, Pomodori, Agrumi, Fragole, Tonno, Sgombri, Aringhe, Alici, Zuppe di pesce, Salmone, Formaggi fermentati, Fritture.
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Per quanto riguarda la cioccolata, solo dosi giornaliere elevate (sopra i 450 gr) possono causare effetti al neonato. La frutta secca, cereali, legumi secchi, vanno limitati per il rischio di micotossicosi. Prodotti come arachidi e semi vari, risultano particolarmente vulnerabili e facilmente contaminabili da particolari funghi che rilasciano nell’alimento delle tossine ad effetto potenzialmente cancerogeno o che possono simulare nel bambino un quadro similallergico.

 

FARMACI ED ALLATTAMENTO

Un problema che spesso si pone la madre è quello relativo alla assunzione di farmaci durante l'allattamento. In linea generale ci sono alcune regole che bisogna avere sempre presenti:
  1. Limitare al massimo il consumo di farmaci in questo periodo particolare.
  2. Somministrare il farmaco subito dopo la poppata.
  3. Ricordarsi che una certa quantità di farmaco passa nel latte materno; in molti casi la quantità è solo minima, ma in altri la dose presente nel latte può essere notevole.
Tra gli antifebbrili ed antidolorifici è preferibile il PARACETAMOLO o IBUPROFENE purché lo si assuma dopo la poppata.
La somministrazione saltuaria di A.ACETILSALICILICO non è nociva per il lattante.
Sono controindicati purganti e lassativi ad eccezione delle supposte di glicerina o di quelli a base di fibre o di LATTULOSIO.
Nel caso sia necessario assumere degli antibiotici si può assumere penicillina , cefalosporina o macrolidi ma si consiglia preventivamente di prendere contatto con il proprio medico curante.
































mercoledì 12 settembre 2012

Alimentazione dal 6° mese

 
 
 
!!!!!! ATTENZIONE !!!!!!

Importante è verificare che nessun oggetto  in plastica che utilizzate per  le pappe contenga il Bisfenolo A (BPA).
Con il riscaldamento CON MOLTA PROBABILITA' può contaminare l'alimento.

Dal 1 giugno 2011 l'Italia ha recepito una norma europea non rendendo più commercializzabili i biberon in policarbonato contenenti questa sostanza molto tossica e con poteri cancerogeni.
Non utilizzate quindi i vecchi biberon usati dai fratelli !!!. Se non siete sicuri che scodelle , piattini e cucchiaini ne siano privi, tornate ad utilizzare il vetro  l'acciaio o la porcellana .

Leggete anche l'articolo : I perturbatori endocrini ( Veleni quotidiani )
 
Non molto tempo dopo l’esperienza della prima pappa, arriva il momento di sostituire un altro pasto di latte con una nuova pappa. Si procederà così verso il principale obiettivo dello svezzamento: abituare gradualmente l’organismo ad abbandonare una alimentazione di tipo liquido per passare ad una adatta ad un adulto. In questo cammino, la seconda pappa non è solo “una pappa in più”, ma presenta anche alcune importanti novità rispetto alla prima.

Innanzi tutto, con la seconda pappa si comincia a proporre un nuovo alimento proteico oltre al latte ed alla carne : il formaggio.



Questo cibo non solo è ricco di proteine, ma fornisce notevoli quantità di calcio, un minerale indispensabile per la formazione dei denti e delle ossa. Occorrerà però utilizzare solo formaggi adatti ad un bimbo di questa età perché facilmente digeribili. Andranno bene il parmigiano (alimento ben tollerato grazie alla sua particolare stagionatura) od i formaggi in vasetto specifici per lo svezzamento.


Oltre al formaggio, nella seconda pappa possiamo introdurre nuove verdure: a patate, carote, zucchine, lattuga si possono affiancare la zucca, finocchio, fagiolini e legumi, pomodoro, ecc.
Tutti questi alimenti di norma sono ben accettati dall’organismo e, utilizzandoli, si potranno variare i sapori, arricchire l’alimentazione del bambino di vitamine e sali minerali ,e fornire un’adeguata quantità di fibre, preziose per il corretto funzionamento intestinale.
Se si propone al piccolo un passato di  soli legumi non è necessario integrarlo con carne o formaggino.





Il terzo cambiamento consiste nella presenza di nuovi cereali: non solo più crema di riso o di mais e tapioca, ma anche semolino e pastina di grano.

Tanti ingredienti in più che consentiranno alla mamma di inventare ricette nuove e gustose per rendere lo svezzamento una vera scoperta.
Tutto ciò sarà facilitato dal fatto che la seconda pappa, di norma, è molto più semplice da accettare della prima per il piccolo; la conoscenza del cucchiaino è ormai un fatto assodato ed al gusto del dolce si è aggiunta la capacità di apprezzare nuovi sapori. Ciò, però, non vuol dire dimenticare la pazienza e la dolcezza con le quali lo abbiamo guidato, passo dopo passo, alla scoperta dei primi cibi solidi. Ricordiamo che, anche per quanto riguarda la seconda pappa, bisogna rispettare i gusti, i ritmi e le esigenze del bambino. Nel caso di un suo rifiuto, occorre mantenersi sereni e proporgli soltanto un piccolo assaggio del nuovo cibo, concludendo il pasto con il latte che ancora richiede ed apprezza. Evidentemente il bambino non è ancora pronto per passare a due pasti sapidi al giorno.  Non esiste una data precisa per l’introduzione della seconda pappa (che di norma avviene circa un mese dopo la  prima ).
Saranno le reazioni del bambino ed i consigli del Pediatra (che ne sorveglia la crescita con i suoi controlli mensili) a suggerire, caso per caso, la soluzione giusta.
 
SCHEMA DI ALIMENTAZIONE DAL 6°  MESE

TOTALE PASTI N°4 (orari indicativi)
  • ore 08.00
  • ore 12.00
  • ore 16.00
  • ore 20.00
L’arrivo della seconda pappa può segnare anche per la gioia dei genitori, il passaggio da cinque a quattro pasti al giorno, con l’eliminazione del latte della tarda sera. A questo punto, infatti, si tende a dare al bambino il latte a colazione ed a merenda (cioè verso le 8 e verso le 16), una pappa per pranzo (che sarà a base di verdure, cereali, olio e carne) e la seconda pappa (verdure, cereali, olio e formaggino) all’ora di cena. Questo fa si che il bambino assuma degli orari simili a quelli del resto della famiglia, potendo così stare a tavola con gli altri. Tutto ciò, va inteso senza rigidità: il passaggio da uno a due pasti sapidi deve essere graduale e potrà essere opportuno, di tanto in tanto, anticipare o posticipare gli orari di base per venire incontro alle esigenze di maggiore o minore appetito del piccolo.

Non date dopo la pappa serale un biberon di latte prima di dormire, è una abitudine sbagliata.

SE IL BAMBINO NON E' ALLATTATO DALLA MAMMA
  • 2 Pasti di latte di Proseguimento ( 1° e 3° ) 220 - 250 gr
  • 2 Pasti di minestrina ( 2° e 4° ) composti da:
  1. Brodo vegetale o di carne: 220 - 250 gr (1 tazza)
  2. Verdure varie passate : 2 - 3 cucchiai
  3. Pastina (tipo sabbiolina) o Semolino: 15-20gr ( circa 2 cucchiai )
  4. Olio extra vergine di oliva + girasole o mais: 1+1 cucchiaino
  5. Parmigiano : 2 cucchiaini circa
  6. Omogeneizzato di carne: 40 grammi varietà: manzo, pollo, vitello, vitello+pollo, manzo+prosciutto, coniglio.
  7.  IN ALTERNATIVA
           Formaggino ipolipidico: mezzo vasetto    
                                        
finire il pasto con Frutta : mela, pera, banana grattugiate . 70gr circa
 
 
SE IL BAMBINO E' ALLATTATO DALLA MAMMA si somministrano solo le due pappe ed il piccolino continua il latte materno.
Si può iniziare con il semolino e poi passare alla pastina tipo “sabbiolina”, in seguito passare ai formati più grandi ed aumentare gradualmente le dosi in funzione dell’età e dell’appetito del bambino.
Attenzione che molti dei formaggini in commercio, definiti per “bambini”, possono avere un contenuto di grassi superiore al 60%.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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PREPARAZIONE BRODO DI CARNE

E' possibile dare al piccolo anche un brodo di carne sgrassato.

Mettere 150-200gr di carne magra sia bianca che rossa possibilmente biologica in mezzo litro di acqua fredda senza sale.
Far bollire molto lentamente fino a che il liquido si sia ridotto della metà. Occorre sgrassarlo, cioè togliere la patina di grasso che si sarà formata in superficie dopo averlo raffreddato in frigorifero. Si conserva in frigorifero per 3 giorni.
 

!!!!!! ATTENZIONE !!!!!!

Se usate stoviglie  in plastica importante è verificare che non contengano il Bisfenolo A (BPA).

Con il riscaldamento CON MOLTA PROBABILITA' può contaminare l'alimento.



Dal 1 giugno 2011 l'Italia ha recepito una norma europea non rendendo più commercializzabili i biberon in policarbonato contenenti questa sostanza molto tossica e con poteri cancerogeni.
Non utilizzate quindi i vecchi biberon usati dai fratelli !!!. Se non siete sicuri che scodelle , piattini e cucchiaini ne siano privi, tornate ad utilizzare il vetro la porcellana e l'acciaio.
 



carie

PREVENZIONE DELLA CARIE

Da questa età in poi iniziano a spuntare i primi dentini; fin da ora bisogna mantenerli puliti, senza aspettare che siano spuntati tutti. Quando il numero dei dentini è esiguo, è sufficiente pulirli con una garzina umida mentre all'aumentare di numero è necessario passare allo SPAZZOLINO che deve essere di tipo adatto: a TESTA PICCOLA e con SETOLE SINTETICHE ( ne esistono in commercio con le più varie forme e colori). Bisogna educare il bambino fin da piccolo alla cura dei propri denti per evitargli da grande le cure del dentista. Solitamente fino a tre anni di età necessita del nostro aiuto, poi può farlo da solo. Per quanto riguarda il tipo di dentifricio, in farmacia è disponibile una vasta scelta per l'infanzia, a base di prodotti non tossici se ingeriti, con vari gusti e colori che aiutano a far sembrare il rituale del pulirsi i denti come un gioco da fare insieme.
Per aumentare la resistenza dei denti alla carie sarebbe inoltre molto importante iniziare la somministrazione quotidiana di fluoro in gocce.





Buon appetito
















Alimentazione dal 7° mese



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La fonte principale di inquinamento dell’organismo umano non è l’aria che respiriamo , ma il cibo che ingeriamo.



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I prodotti cancerogeni sono davvero tanti. Talvolta i più pericolosi, dopo decenni di uso intensivo, vengono vietati in molte nazioni ma il problema è che la loro presenza nell’ambiente può persistere. Succede inoltre molto spesso che i fabbricanti di sostanze vietate continuino a produrle destinandole a paesi dalla legislazione più permissiva come America Meridionale, parte dell’Asia ed Africa.
Le sostanze tossiche da noi vietate ritornano al nostro piatto da prodotti alimentari importati da questi paesi. L’ortofrutta rappresenta il pericolo maggiore.


Mai come oggi è importante utilizzare il più possibile prodotti provenienti da agricoltura locale e biologica





SCHEMA DI ALIMENTAZIONE A PARTIRE DAL 7° MESE
 
 
2 PASTI DI LATTE DI SEGUITO  (1° e 3°) 220 - 250 gr
 
MERENDA ( sostituisce un pasto di latte)
 
Yogurt alla frutta o bianco senza conservanti e coloranti 125 gr circa
 
2 PASTI DI MINESTRINA 

 (2° e 4°) Brodo vegetale o di carne o di pollo 220-250 gr (1 tazza)
Verdure varie passate 2 - 3 cucchiai
Pastina di grano 2 cucchiai pieni Olio extra vergine di oliva 2 cucchiaini
Parmigiano 1 o 2 cucchiaini
Omogeneizzato di Carne senza sale 40 gr ( mezzo vasetto da 80gr) oppure Omogeneizzato di Pesce (no salmone) senza sale 40 gr oppure Carne fresca (pollo, manzo, agnello) circa 20 gr oppure Pesce fresco (sogliola, orata, nasello, trota,) circa 20 gr oppure Formaggi vari : Ricotta di MUCCA 20 gr Formaggino ipolipidico mezzo vasetto oppure Tuorlo d'uovo cotto alla coque: iniziare con 1/3 poi 1/2 poi uno intero fino a due volte a settimana.
 
FRUTTA
 
Succo d'arancia, mela o pera grattugiata fino a 100 gr Banana od uva schiacciata senza buccia




 
 
 

             uovo


CONSIGLI SULL' UOVO

L'uovo per la possibilità di fenomeni allergici è sconsigliabile consumarlo crudo almeno nel primo anno di vita (es.zabaglioni). Sono sconsigliate nel bambino le uova di anatra o di oca per il pericolo di infezioni. L'albume non va mai dato crudo (es.montato a neve con lo zucchero poiché non è digerito dai succhi gastrici del bambino. Mentre l'albume è più digeribile cotto, il tuorlo è preferibile semicrudo. Per i bambini piccoli le ricette migliori sono l'uovo"alla coque" od "in camicia": si scarta l'albume e si scioglie il tuorlo nella minestrina.
La prima volta che si da l'uovo al bambino è meglio iniziare con una quantità pari ad una punta di un cucchiaino e non di più. Lasciamo passare 24 ore prima di proporre il secondo cucchiaino di tuorlo. Dopo questo tempo, che è il tempo necessario per accorgersi se l'uovo è stato ben accettato, possiamo continuare ad aumentare leggermente le quantità fino ad arrivare ad un tuorlo intero massimo tre volte a settimana.
Per le omelettes o frittate od uova sode è meglio aspettare il compimento del primo anno.


Il livello di digeribilità dipende dal modo in cui viene cucinato: ad esempio l’uovo alla coque viene digerito in un’ora e tre quarti, mentre per l’uovo fritto ne servono due, che diventano tre in caso di uova sode o di frittate. In media un uovo del peso di 60 grammi contiene 8 grammi di proteine che, al pari di quelle della carne, sono definite nobili, cioè contenenti tutti gli aminoacidi essenziali e quindi ad alto valore biologico. L'uovo è un alimento completo; uno di medie dimensioni nutre come 200 cc di latte o come 1 etto di carne.
Il rosso dell’uovo è particolarmente ricco di proteine, grassi, vitamine (A,D e del complesso B) e sali minerali (calcio, ferro, fosforo e zinco).
La quantità di colesterolo è elevata (all’incirca 300 milligrammi) ma è bilanciata dalla presenza di acidi grassi insaturi che riducono il colesterolo Ldl (quello detto cattivo perché si deposita sulle pareti delle arterie provocando a distanza di tempo problemi cardiaci).

Non bisogna mai comprare uova sfuse se non si è più che sicuri della loro freschezza.

 Sono molto più garantite quelle confezionate perché sono le più protette dal punto di vista dell’igiene e, avendo indicata sulla confezione la data di imballaggio e di scadenza, danno ampia garanzia di freschezza. Il pericolo di trasmissione della Salmonella è abbastanza remoto: è stato calcolato che solo un uovo su 7.000 ospita il batterio.
Questo perché le uova sono ben protette dall’attacco dei microrganismi grazie alla presenza del guscio e della membrana interna. Il bianco dell’uovo (l’albume) contiene inoltre sostanze antimicrobiche che sono in grado di combattere l’attacco dei batteri. Il rischio della Salmonella diminuisce comunque per le uova fresche ed è molto difficile che risultino contaminate.
Per uccidere la salmonella non sono però sufficienti i tre minuti canonici di bollitura di un uovo alla coque, ma è necessario che l’uovo rimanga completamente immerso nell’acqua bollente per 7 minuti. Le uova vanno sempre conservate in frigorifero o in un luogo molto fresco poiché le basse temperature sono in grado di impedire la moltiplicazione della Salmonella.


 pesce

CONSIGLI SUL PESCE
 
Se all'inizio non accetta il pesce fresco, si può proporre al bambino per un breve periodo, quello surgelato (scegliere marche famose perché garantiscono più sicurezza sul prodotto). La surgelazione ha fatto perdere gran parte del proprio sapore ed al gusto del bambino apparirà più delicato. Altra possibilità per attenuare il forte sapore di pesce fresco, è quella di lasciarlo a bagno in acqua fredda col succo di un limone. Per quanto riguarda la scelta, iniziare con pesci magri es.filetto di sogliola, nasello, orata e trota.
Per il MERLUZZO ATTENDERE i 15 MESI e solo dopo che il bambino ha sperimentato le altre varietà di pesce, in quanto può essere causa di allergie. Il pesce oltre che fresco e’ presente sotto forma di omogeneizzati; in questo caso l’unica accortezza e’ quella di somministrare al bambino il salmone dopo l’anno.

CONSIGLI SULLA COTTURA

Per la cottura della carne e pesce fresco è consigliata quella a vapore che mantiene intatte tutte le qualità nutritive, il sapore ed il profumo degli alimenti. Bisogna solo acquistare le pentole fatte apposta per questo tipo di cottura che è inoltre particolarmente veloce. Altre possibilità sono la cottura con la pentola a pressione, al cartoccio od al piatto.
IN QUESTO PERIODO SI INSERISCONO MOLTE VARIETA' ALIMENTARI, UNA DELLE REGOLE FONDAMENTALI DA SEGUIRE E' QUELLA DI INTRODURRE GLI ALIMENTI NELLA DIETA IN MODO GRADUALE, UNO PER VOLTA, DISTANZIATI DI 3 - 4 GIORNI, VERIFICANDO LA REAZIONE DEL BAMBINO.
Sono soprattutto i cibi come le uova ed il pesce a provocare manifestazioni allergiche ed è per questo che, di solito, tali sostanze vengono introdotte relativamente tardi nella dieta del bambino. Individuare una allergia è comunque facile perchè si manifesta con eruzioni cutanee e/o reazioni intestinali (forte vomito e diarrea, con più di 6 o 7 scariche abbondanti ed acquose al giorno). Ogni novità va quindi introdotta a piccole dosi, offrendo al bambino uno o due cucchiaini al massimo la prima volta. Se non si manifestano reazioni allergiche, si può aumentare gradualmente la quantità di cibo fino ad arrivare a quella consigliata nella dieta.
 
 


!!!!!! ATTENZIONE !!!!!!

Importante è verificare se utilizzate accessori in plastica, che non contengano il Bisfenolo A (BPA).
Con il riscaldamento CON MOLTA PROBABILITA' può contaminare l'alimento.
 
 
Dal 1 giugno 2011 l'Italia ha recepito una norma europea non rendendo più commercializzabili i biberon in policarbonato contenenti questa sostanza molto tossica e con poteri cancerogeni.
Non utilizzate quindi i vecchi utensili in plastica usati dai fratelli !!!. Se non siete sicuri che scodelle , piattini e cucchiaini ne siano privi, tornate ad utilizzare il vetro  la porcellana e l'acciaio.
 
 
Leggete anche l'articolo "I Perturbatori Endocrini" nel capitolo Veleni Quotidiani
 

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NORME DI SICUREZZA PER LA PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI IN CASA
L'ambiente domestico è statisticamente il luogo dove avvengono la maggioranza degli incidenti in età infantile. Da quando il bambino comincia a camminare è necessario prendere alcune precauzioni:
  • chiudere in luoghi inaccessibili detersivi, farmaci, prodotti per l'igiene e di bellezza.
  • applicare ai cassetti ed agli sportelli, specie quelli della cucina contenenti le stoviglie , dei ganci antiapertura.
  • proteggere gli spigoli dei mobili applicando i paraspigoli di gomma.
  • non lasciare in giro il pacchetto di sigarette o peggio le sigarette sfuse.
  • analoga precauzione va presa per gli oggetti e gli alimenti di piccole dimensioni (noccioline, caramelle ecc.).
  • dotare l'impianto elettrico di salvavita e proteggere le prese elettriche con "copripresa" in plastica.
  • regolare l'acqua dello scaldabagno sui 45° C.
  • attenzione ai giocattoli se adatti all'età del bambino
  • in cucina utilizzare i fornelli più lontani, voltare i manici delle pentole verso l'interno.
AVVELENAMENTI PROVVEDIMENTI URGENTI


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  1.  Contattare telefonicamente il più vicino Centro Antiveleni per ricevere informazioni sulla tossicità della sostanza che si sospetta aver ingerito il bambino e sulla eventuale terapia.

  1.  Non fare mai (a meno che consigliato dal Centro Antiveleni): provocare il vomito e dare da bere del latte.

Dati importanti da riferire sono:
  • età e peso del bambino.
  • tipo di sostanza ingerita ( ricordarsi se necessario il ricovero di portare la confezione del prodotto ).
  • quantità di prodotto ingerita (o almeno quanta ne manca dalla confezione ).
  • tempo passato dalla assunzione.
  • presenza al momento della telefonata di sintomi di intossicazione.



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CENTRI ANTIVELENI IN ITALIA
 
Bologna Ospedale Maggiore 051- 333333 Catania Ospedale Garibaldi 095- 254409 - 095- 325696 Cesena Ospedale Bufalini 0547-352612 Chieti Ospedale SS.Annunziata 0871-345362 Genova Ospedale S.Martino 010- 352808 Istituto Gaslini 24h 010- 56361 La Spezia Ospedale S.Andrea 0187- 533296 Lecce Ospedale V.Fazzi 0832- 661111 Messina Università degli Studi 090- 6764059 Milano Ospedale Niguarda 02- 66101029 Napoli Istituto Farmacologia 081- 459802 Pordenone Ospedale Civile 0434-399335 Reggio Calabria Ospedali Riuniti 0965-811624
Torino Istituto per Infanzia 011- 3785373 Trieste Istituto per Infanzia 040- 3785373


ROMA Policlinico Gemelli 06- 3054343

ROMA Policlinico Umberto I 06- 490663

ROMA San Camillo 06- 5373934




PIANTE VELENOSE  


                     fungo


 Molti fiori, erbe, piante e semi possono essere velenosi e molti di questi sono presenti normalmente nei giardini o negli appartamenti. Tra le più comuni bisogna ricordare: CALICANTO: parte velenosa sono i semi. OLEANDRO: i rami, le foglie ed i fiori sono velenosi : una sola foglia può essere molto pericolosa. RANUNCOLO: tutta la pianta è velenosa. RICINO: la parte velenosa sono i semi contenuti nelle bacche : bastano 3-4 semi per uccidere un bambino. Fare attenzione alle collane fatte con tali bacche. STELLA DI NATALE : tutta la pianta è velenosa compreso il lattice bianco rilasciato quando si strappano le foglie ed i rametti. FILODENDRO : il lattice che rilascia è molto tossico .E' irritante se a contatto con la pelle. Provoca gravi lesioni agli occhi. NOCCIOLI DI : ALBICOCCA - PESCA - PRUGNA il seme contenuto al loro interno è velenoso.
 
 
ALTRE SOSTANZE PERICOLOSE:
 
SIGARETTE: ricordarsi che la quantità di nicotina contenuta in 5 sigarette, se ingerita può essere mortale per un bambino. Non lasciare pacchetti o sigarette sparsi per casa !!!!!
DETERSIVO PER LAVASTOVIGLIE: è tra le sostanze più pericolose tra quelle presenti normalmente in cucina. Se ingerito in minime quantità provoca gravi ustioni: provvedere subito a collocarlo in luogo inaccessibile.
 
MICROPILE
 

Se il diametro è inferiore ai 15 mm verrà espulso naturalmente : controllate giornalmente le feci per verificare l'espulsione spontanea. Pile pericolose sono invece quelle con mercurio e cadmio. Se il corpo estraneo ingerito presenta invece delle parti appuntite, deve essere asportato per via endoscopica.
 
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SICUREZZA IN AUTO "I bambini di età inferiore ai 12 anni che abbiano una statura inferiore a 1,50 cm devono essere trattenuti da un sistema di ritenuta adeguato alla loro statura ed al loro peso ".
Questa è la disposizione di legge attualmente in vigore, ma non si dovrebbe essere obbligati da una legge per dotare la propria autovettura dei seggiolini per bimbi; basta ricordarsi che il bambino lasciato libero nell'abitacolo in caso di una semplice frenata, è sballottato all'interno con rischio di gravi traumi, che purtroppo, a volte, possono essere permanenti. Un'abitudine da evitare assolutamente è quella di tenere il bambino in braccio di un adulto nel sedile anteriore: basta un imprevisto che obbliga il guidatore a frenare (anche a bassa velocità) che il piccolo è letteralmente schiacciato dal corpo dell'adulto. E' quindi indispensabile usare il seggiolino; ne esistono vari tipi:
  • DA ZERO A 9 MESI: fino a 10 kg
Il seggiolino va collocato sul sedile anteriore o posteriore in senso contrario a quello di marcia. Se però l'autovettura è fornita di airbag, non va mai posto sul sedile anteriore. E' in pratica una poltroncina imbottita con cinghie, in grado di trattenere un bambino di peso compreso tra i 9 ed i 18 chili. Va collocato in direzione del senso di marcia.
  • DA 4 A 12 ANNI
Si deve usare uno speciale "cuscino" per permettere di raggiungere l'altezza giusta per utilizzare le cinture di sicurezza della macchina. Come convincere i bambini che i seggiolini vanno usati? Prima di tutto con il buon esempio: i bambini sono molto imitativi, se vedono quindi i genitori allacciarsi le cinture, per loro sarà naturale vedersi allacciare le proprie.

    tv

 
La Televisione

Per i piccoli al di sotto dei 2 anni la televisione dovrebbe essere sconosciuta.

I bambini sono in grado di capire o di cogliere situazioni angosciose e di violenza. Forse non reagiscono e sembrano tranquilli; in realtà certe immagini restano scolpite nella loro mente. E’ consigliabile vedere la televisione insieme al bambino affinchè non sia un evento passivo; per poter rispondere alle sue domande ed essere pronti a evitare la pubblicità assillante o le scene di violenza gratuita che purtroppo intervallano i programmi televisivi.

Se non si può stare con lui, e non si puo’ fare a meno di metterlo di fronte allo schermo televisivo, è meglio usare il lettore di dvd con cui far vedere cartoni animati o filmati su animali.

Diversi studi in Europa e negli Stati Uniti hanno dimostrato un possibile rapporto fra programmi televisivi e numero crescente di Suicidi ed Omicidi fra bambini ed adolescenti, dovuti ad imitazione di eventi televisivi.

Si è accertato che l’esposizione alla violenza aumenta la probabilità di comportamenti aggressivi ed antisociali che possono essere considerati “normali” dal bambino che non possiede capacità di autocritica.


"I ragazzi che guardano più di due ore di televisione al giorno durante l'infanzia, e in particolare quelli che superano le tre, hanno sintomi di disturbo dell'attenzione nell'adolescenza al di sopra della media", ha scritto Erik Landhuis, ricercatore neo-zelandese, in un articolo pubblicato sulla testata specializzata Pediatrics.


Nessun genitore con la testa sulle spalle inviterebbe un estraneo a casa propria ad

insegnare ai propri figli.

Eppure è ciò che fa la televisione (D.I.Singer 1981)


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I bambini rappresentano la piu' vasta audience televisiva rispetto agli adulti. Essi sono i futuri adulti della nostra societa'.
Se la percezione della realta' che essi hanno e' deformata, la societa' che costruiranno ne sara' lo specchio.



"…chiunque sia collegato alla produzione televisiva deve avere una patente, eventualmente revocabile, affinché prenda coscienza del fatto che a tutti gli effetti egli partecipa a un processo di educazione, che coinvolge una precisa responsabilità, in particolare nei confronti dei bambini". (Karl Popper)


Un esempio ?


TV, MOIGE: RETE4 'OUT' PER I BAMBINI, BENE RAIUNO

"MAGLIA NERA DEGLI SPOT A VIGORSOL, NO PROBLEM PER QUELLO TIM".

(DIRE - Notiziario minori) Roma, 9 ott. - Rete4 out per i bambini e sgradita ai genitori. E' quello che emerge dai dati elaborati dall'Osservatorio Tv del Moige - Movimento Italiano Genitori relativi alle segnalazioni giunte nel mese di settembre 2012 attraverso il numero verde 800.93.70.70 e il sito www.moige.it. In particolare e' la fiction 'Tierra de Lobos' ad affondare la rete Mediaset: "Impoverita dalla mancanza di orientamento morale di quasi tutti i suoi personaggi, che adottano un atteggiamento ambiguo e poco risoluto in ogni situazione, a volte persino poco comprensibile rispetto al complessivo andamento delle vicende", in cui "quasi tutti cedono a seduzioni, tradimenti, corruzione e inganni e l'attrazione sessuale domina o determina l'agire della quasi totalita' dei personaggi. I riferimenti all'erotismo sono insistenti e continui anche in fascia protetta".

Per il Moige "male" anche 'Jersey Shore' su Mtv, 'L'onore e il rispetto' su Canale5, 'Non puo' essere' su Freesbe e 'Criminal minds' su Rai2. "Positivo" invece il giudizio per la miniserie 'Cesare Mori - L'ispettore di ferro', in onda su Rai1 che si basa sulla ricostruzione della vita di Cesare Mori, personaggio storico che, durante i primi decenni del novecento, affronto' la mafia durante il suo mandato a Trapani, fino ad essere nominato prefetto di Palermo. "Apprezzati anche 'Merlyn' e 'Smallville' su Italia1, 'Il commissario Nardone' su Rai1 e 'Blue bloods' su Rai2. Per quanto riguarda gli spot, si segnala 'La storia d'Italia secondo Tim', mentre la maglia nera va allo spot 'Air Action Vigorsol' in cui un soffio d'aria gelida "congela in modo raccapricciante il volto della protagonista sfigurandolo completamente". Si tratta "non solo di uno spot demenziale e di cattivo gusto, ma in grado anche di creare un forte turbamento negli spettatori piu' piccoli che rimangono eccessivamente colpiti dall'inaspettato cambiamento di stile".




































































































giovedì 12 luglio 2012

Prima pappa dai 5 ai 6 mesi

 



Inizialmente si offre al bambino solo 1 o 2 cucchiaini del nuovo alimento, e nei giorni successivi possiamo aumentare le dosi fino ad arrivare alla quantità che il piccolo richiede per sentirsi sazio non preoccupandosi se avanza qualcosa.
ALLA PAPPA COMPLETA SI ARRIVA ATTRAVERSO PICCOLI E PRUDENTI ASSAGGI.
Il piccolo assumerà:
  •  3 o 4 pasti di latte adattato ( 220-250 gr se 3 o 180 gr se 4 ) oppure latte materno
  • 1 pasto con minestrina (il 2° se fa 4 pasti, il 3° se fa 5 pasti)



I primi giorni:

Brodo Vegetale 150 - 160 gr (mezza tazza )
Crema di riso  (o riso-mais-tapioca )  20/25 grammi
Olio extra vergine di oliva  1/2 cucchiaini
Mela o Pera grattugiata + gocce limone fino a mezzo bicchiere





ADOTTARE QUESTA ALIMENTAZIONE PER ALCUNI GIORNI, SE IL PICCOLO DIMOSTRERA' DI AVER ACCETTATO LA PAPPA PASSARE ALLA MINESTRINA COMPLETA :
  •  Brodo Vegetale mezza tazza Passato di verdura 1-2 cucchiai
  •  Crema di riso ( o riso-mais-tapioca ) 20-25 gr
  •  Olio Extra Vergine Oliva 1-2 cucchiaini
  •  Omogeneizzato di carne 40 grammi : mezzo vasetto in vetro da 80 gr
  •  Frutta fresca biologica                                                                                     
 Iniziare gradualmente con: coniglio, tacchino, agnello, pollo aggiungere in seguito: manzo, vitello.

NOTA BENE !!

Evitare di prendere la prescrizione alla lettera, intervenendo con “violenza” sul lattante. L’appetito del bambino è il miglior indice della giusta quantità di alimento necessaria.

Consigli per la prima pappa

Si consiglia di utilizzare un cucchiaino di plastica di colore vivace idoneo per alimenti e privo di Bisfenolo A (vedi sotto ). Non appoggiarlo sulle labbra ma fino a meta' della lingua per aiutarlo a deglutire. Lascialo giocare con il cucchiaino per prendere confidenza con questa novità. Si ricorda che gli omogeneizzati e liofilizzati garantiscono condizioni igieniche ottimali ed in essi le fibre della carne sono cosi' finemente triturate da essere più facilmente digerite ed assimilate dai lattanti di pochi mesi, a differenza della carne frullata o tritata a casa, che contiene inoltre molta aria (coliche gassose).







PREPARAZIONE BRODO VEGETALE







1 LITRO DI ACQUA + 2 PATATE + 2 ZUCCHINE + 2 CAROTE + CUORE DI LATTUGA FAR BOLLIRE FINO A RIDURRE IL LIQUIDO A META' POI PASSARE SENZA SPREMERE ATTRAVERSO GARZA O TELA NON TROPPO FITTA.


Il brodo vegetale ed il passato di verdura si conservano in frigorifero per pochi giorni per impedire la trasformazione dei nitrati in nitriti. Non usare Bietola e Spinaci e soprattutto mai zucchero e sale.


La fonte principale di inquinamento dell’organismo umano non è l’aria che respiriamo , ma il cibo che ingeriamo.

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I prodotti cancerogeni sono davvero tanti. Talvolta i più pericolosi, dopo decenni di uso intensivo, vengono vietati in molte nazioni ma il problema è che la loro presenza nell’ambiente può persistere. Succede inoltre molto spesso che i fabbricanti di sostanze vietate continuino a produrle destinandole a paesi dalla legislazione più permissiva come America Meridionale, parte dell’Asia ed Africa.

Le sostanze tossiche da noi vietate ritornano al nostro piatto da prodotti alimentari importati da questi paesi. L’ortofrutta rappresenta il pericolo maggiore.







Mai come oggi è importante utilizzare il più possibile prodotti provenienti da agricoltura locale e biologica 






A quale eta’ i diversi alimenti ?

Le mamme, desiderose di variare i menu dei loro bambini, ma timorose di prendere iniziative sbagliate, si pongono molto spesso la domanda di quando offrire al proprio bambino un alimento nuovo . Passiamo brevemente in rassegna i vari alimenti e la loro possibile utilizzazione a partire dai primi mesi.
  

ALIMENTO ETA' CONSIGLIATA
Aceto (come condimento) dopo i 3 anni. Acqua e Bevande gassate non consigliate. Agrumi (succo) 5° mese. Alcolici vietati. Banana (schiacciata) 6° - 7° mese. Biscotti con glutine 5/6° - mese. Biscotti secchi 12°- mese. Brodo vegetale 5° - 6° mese. Burro (come condimento) 12° mese. Carne al vapore 7° mese. Carne alla griglia dopo i 2 anni. Carne arrosto al forno condita 3 anni. Carne fritta (fettina panata) dopo i 4 anni. Carne grassa maiale 5° - 6° anno. Carne magra (a bagno maria, tritata) 7° - 8° mese. Cervello vietato. Cioccolato 3 anni. Cocomero 2 anni. Conserve di frutta 2 anni. Crema di riso 5° - 6° mese. Dolciumi leggeri (budino ecc.) 12 mesi. Dolciumi pesanti (panna ecc.) dopo 4 anni. Farine di cereali (con glutine) 5/6° mese. Farine di cereali (senza glutine) 5° - 6° mese. Fegato sconsigliato. Fette biscottate (sbriciolate) 9° - 10° mese. Formaggi grassi dopo 2° anno. Formaggi magri 7° - 8° mese. Frutta cotta 11° mese. Frutta secca 3° anni. Gelato dopo 2° anno. Grissini (sbriciolati) 12° mese. Insaccati (salame ecc.) verso 4° anno. Latte di proseguimento inizio  6 mese Latte vaccino parzialmente scremato dopo l’anno. Legumi interi (cotti ) 12 mese. Legumi passati (cotti ) 7° mese Liofilizzato di carne 5° mese. Margarina sconsigliata. Marmellata di frutta 12° mese. Melone dopo 2° anno. Miele Sconsigliato prima di 2 anni. Molluschi e crostacei dopo 5° anno. Olio Extra vergine oliva/arachidi 5° mese. Omogeneizzato di carne senza sale 5° mese. Pancotto con pane senza sale 8° - 9° mese. Pane (sminuzzato) 8° mese. Parmigiano (grattugiato) circa 7° mese. Patate fritte dopo i 4 anni. Pesce magro 8° mese. Uovo gallina (solo tuorlo,in camicia o coque) 8°mese. Uovo gallina intero (omelettes, frittate, sodo) 1° anno. Vino e caffè vietato. Yogurt 7° - 8° mese.




 LO SVEZZAMENTO : APPUNTAMENTO CON LA PAPPA


L'età consigliata per iniziare a svezzare gradualmente il piccolo è attorno al 6 mese, periodo in cui il suo apparato gastroenterico si è modificato a tal punto da consentire la digestione e l'assorbimento di sostanze diverse dal latte. Sia che il tuo piccolo sia stato allattato al seno che con il biberon il cambiamento non sarà facile. Se è abituato al capezzolo caldo e rassicurante, il cucchiaino gli sembrerà un oggetto sconosciuto spiacevolmente duro, freddo e da cui non potrà succhiare.
Se è stato allattato col biberon, le difficoltà saranno analoghe. Inoltre il bambino allattato artificialmente è spesso pigro, poiché non ha la necessità di succhiare attivamente. Da non sottovalutare l'aspetto psicologico. Privato del seno, il piccolo può sentirsi defraudato di parte dell'affetto materno e può rifiutare il nuovo cibo in segno di protesta. L’inizio dello svezzamento comporta quindi un profondo cambiamento che, in quanto tale, può creare qualche resistenza da parte del piccolo. Se proviamo a metterci nei suoi panni, capiremo quali enormi difficoltà egli debba affrontare. Del resto, poiché tutti siamo stati svezzati, si tratta di difficoltà certamente superabili. A patto che la mamma le affronti con calma e serenità, senza farsi prendere da inutili ansie che, del resto , sono del tutto normali: anche per lei, in fondo, lo svezzamento segna l’inizio di un distacco. I cibi che i piccoli accettano più volentieri hanno sapori tendenzialmente dolci, proprio perchè ricordano in qualche modo il latte materno (frutta, carote, patate, la pastina).
E' bene evitare di offrirgli la pappa nel momento di massimo appetito; infatti quando ha tanta fame il piccolo desidera solo succhiare rapidamente e non vuole saperne delle piccole dosi dispensate con il cucchiaino.
Per questo motivo è importante non dargli la prima pappa al mattino mentre sta aspettando con impazienza il latte. Inizialmente, la pappa sostituisce un solo pasto di latte, quello centrale della giornata. Ciò vuol dire che, per chi fa ancora cinque pasti, verrà servito al posto del latte delle 14, mentre per chi fa quattro pasti, gusterà la sua nuova pappa a mezzogiorno. Solo in un secondo tempo ( di solito dopo un mesetto e comunque su autorizzazione del Pediatra), si passerà alla seconda pappa.
Ai bambini allattati artificialmente possiamo dare la prima pappa con il biberon a cui sono già abituati, con tettarella col buco più grande, studiato per lo svezzamento, mentre per quelli allattati al seno si può iniziare direttamente con il cucchiaino.
Si ricorda che la prima volta è bene offrire solo piccole quantità, giusto un assaggio per vedere come il bambino reagisce alla novità. Il sapore tendente al dolce, è più simile a quello del latte a cui il bambino è abituato ed è più facile quindi che gli risulti gradito. Si possono usare allora, per preparare il brodo nel quale sciogliere le farine, le verdure dal sapore più dolce (carote, patate, zucchine, cuore di lattuga) ed è bene che non contenga ne zucchero ne sale.
Lo zucchero può far variare il gusto del bambino verso un sapore che lo indurrà da grande a mangiare troppi dolci, mettendo in pericolo i denti e favorendo l'obesità.
Il sale facilita la ritenzione di liquidi e può predisporre alla ipertensione nella età adulta. La regola fondamentale in questo delicato periodo, è quella della gradualità. Non avere fretta, introdurre pochi alimenti per volta, consentirà non solo di essere sicuri della buona accettazione e digestione dei cibi proposti, ma anche di abituare meglio il piccolo ai nuovi sapori. Gradualità significa soprattutto non avere fretta: all’inizio si tratterà, più che di veri e propri pasti, di una sequenza di piccoli assaggi - che consentono al bambino di sperimentare la novità – magari proposti dopo che ha bevuto un po’ di latte e non è quindi disperato per la fame. L’importante è, comunque non scoraggiarsi: le cose raramente vanno bene al primo colpo e questo processo, come ogni atto di crescita, sarà costellato da novità ed imprevisti, da giorni in cui tutto viene apprezzato alternati ad altri in cui il rifiuto è ostinato, da grandi passi in avanti e piccoli passi indietro. Tutte queste situazioni vanno vissute non come problemi, ma come normali eventi della vita, tappe di una appassionante avventura che voi e vostro figlio state vivendo . Insieme.
E' consigliabile portare il piccolo a tavola con i genitori soddisfacendo la sua curiosità e la sua voglia di partecipare al pasto dei familiari. Probabilmente lui vorrà giocare anche con il cucchiaino. Un piccolo trucco sarà quello di averne uno tutto per lui e con un altro imboccarlo. Non dargli cibi che possano essere ingoiati interi e non lasciarlo mai da solo mentre beve o mangia.


!!!!!! ATTENZIONE !!!!!!


Se utilizzate utensili in plastica importante è verificare che  non contengano il Bisfenolo A (BPA).

Con il riscaldamento CON MOLTA PROBABILITA' può contaminare l'alimento.




Dal 1 giugno 2011 l'Italia ha recepito una norma europea non rendendo più commercializzabili i biberon in policarbonato contenenti questa sostanza molto tossica e con poteri cancerogeni.
Non utilizzate quindi i vecchi biberon usati dai fratelli !!!. Se non siete sicuri che scodelle , piattini e cucchiaini ne siano privi, tornate ad utilizzare il vetro o la porcellana e l'acciaio.





In Farmacia :











Leggete anche l'articolo "I Perturbatori Endocrini" nel capitolo Veleni Quotidiani

Ogni atteggiamento rigoristico, ogni imposizione sulla quantità e sulla qualità dei cibi è assolutamente da evitare per non suscitare ostilità del bambino.

L'atteggiamento del genitore al momento del pasto ha la sua importanza: dolce ed affettuoso ed al tempo stesso fermo e deciso, disposto alla gratificazione pronto a non insistere oltre un dato limite, senza nervosismo e angoscia per quanto rimane nella scodella o nel biberon.

Rispettiamo i suoi ritmi e ricordiamo che insistere non serve; se non mangia non è per farci dispetto, sta vivendo un'esperienza che può essere difficile da accettare ed ha bisogno del nostro aiuto per affrontarla. Si deve evitare di creare intorno all’ora della pappa un clima di ansia e di agitazione che il bambino coglie al volo; intuendo quale importanza emotiva il cibo rivesta per i genitori, ed il piccolo imparerà a servirsi della sua bocca serrata per manifestare la sua rabbia e per rivendicare la sua autonomia di fronte a troppe insistenze.

 Il bambino può scoprire che tutto si può ottenere dai grandi, basta non mangiare. Di fronte al digiuno la resa dell’adulto è quasi sempre totale. Allora arrivano i giochi, le storie, le canzoncine, i cartoni alla TV, tutto quello che vuole il bambino, pur di farlo mangiare. L’alimento diventa così strumento potente di ricatto.

Nessuno che non sia ammalato è mai morto di fame avendo a disposizione del cibo. Il bambino salta un pasto, due, tre,?, arriverà il momento in cui sentirà lo stimolo della fame, questione di tempo.

 Da non dimenticare che la mancanza di appetito può essere un meccanismo di difesa dell’organismo: quando non si sta bene. Per esempio in caso di raffreddore, influenza, mal di pancia, è normale che mangi poco in quanto il suo apparato digerente non funziona come al solito. Quando sarà più grande bisogna ricordare che il cibo può divenire una cosa ripetitiva e noiosa, è necessario allora stimolare la curiosità del bambino cambiando colore agli alimenti, i sapori, la forma, la consistenza, il tipo di cottura.
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In conclusione il divezzamento non rappresenta una semplice tecnica prefissata da adottare secondo uno schema uguale per tutti ma un sapiente ed appropriato lavoro di collaborazione tra madre e bambino. Offrire, non imporre